USB 3.0 Il nuovo standard USB 3.0 sta progressivamente prendendo piede nel settore della tecnologia, soprattutto grazie alla sua praticità di utilizzo e alle sue prestazioni che sono aumentate di svariate volte rispetto allo standard precedente. Tra le nuove periferiche che sfrutteranno questa interfaccia, arriveranno presto anche i display, già a partire dall’anno prossimo, quando lo standard sarà già maturo.

Attualmente le connessioni video che vengono maggiormente utilizzate sono la classica VGA, la DVI, la HDMI e la DisplayLink. Quest’ultima consente di utilizzare una porta USB (2.0) per il trasferimento delle informazioni, ma lo scenario derivante dalla scesa in campo della nuova versione dell’interfaccia promette una mini-rivoluzione. Infatti, la larghezza di banda, superiore di circa 10 volte rispetto all’USB 2.0, permetterà la trasmissione di flussi video codificati a risoluzioni maggiori.

Già in occasione del prossimo CES (Consumer Electronics Show) di Las Vegas, in programma tra il 7 e il 10 Gennaio del 2010, DisplayLink, azienda pioniera in questo settore, ha intenzione di mostrare un prototipo di device capace di sfruttare le potenzialità dell’interfaccia trasmettendo contenuti ad un rate prossimo ai 4,8 gigabit al secondo.

Dennis Crespo, vice presidente esecutivo del marketing e business development di DisplayLink, ha spiegato che la nuova tecnologia permetterà ampi slanci prestazionali consentendo, soprattutto ai sistemi mobili (verso i quali è attualmente orientata), di mostrare contenuti senza sfarfallii e ad un numero di fotogrammi al secondo nettamente maggiore rispetto all’attuale situazione.

Questa soluzione segnerà il passo soprattutto in quelle occasioni dove è necessario, o quanto mai desiderabile, lo sfruttamento di un ambiente multi display. Le potenzialità dello standard darebbero la possibilità di collegare svariati display direttamente ad una porta USB di un sistema portatile, ad esempio. In tal caso, presumibilmente, saranno necessarie schede video capaci di qualcosa di più per la gestione di una simile quantità di dati. L’attuale piattaforma nVidia ION, ad esempio, potrebbe risultare insufficiente per quello che è, comunque, un impiego particolare che coinvolge soltanto una certa fascia di mercato.

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