Peratech sta conducendo diverse ricerche per implementare la sensibilità alla pressione sui futuri display touchscreen. Questa idea non è nuova e già se ne parla da qualche anno. In sostanza, la tecnica messa a punto dai ricercatori della Peratech consisterebbe nell’impiego dell’effetto di “quantum tunneling” che dovrebbe garantire una precisione nel riconoscimento della pressione davvero promettente.
Sebbene si tratti ancora di progetti di sviluppo ancora da raffinare, secondo alcune voci circolate in rete è possibile che i primi esemplari di display equipaggiati con tale tecnologia possano comparire sui mercati entro pochi mesi, probabilmente in aprile. A tal proposito, basti pensare che Nissha, display-maker nipponico noto per avere partnership con LG e Nintendo, si è aggiudicata una licenza in proposito.
Uno degli aspetti interessanti della tecnologia “quantum tunneling” consiste nel fatto che lo strato che viene applicato al display non presenta consumo di energia in assenza di pressione. Il tutto ruota attorno ad un materiale conduttivo dalle dimensioni di 75 micrometri denominato Quantum Tunneling composito (QTc). Il processo di riconoscimento della pressione accade quando esiste un salto di elettroni tra due materiali conduttori separati da un sottilissimo strato isolante.
Philip Taysom, CEO Peratech, spiega:
“Si tratta di materiali polimerici che cambiano la loro resistenza in base alla forza applicata. Le particelle si avvicinano tra di loro se viene esercitata una pressione e, di conseguenza, quando sono in prossimità, viene generato l’effetto di tunneling.”
Il riconoscimento del tocco richiede un movimento di soli 2 micrometri e questa tecnologia potrà essere facilmente integrata nei futuri display con un costo particolarmente contenuto. Maggiore sarà la pressione esercitata, più velocemente potrà essere eseguito lo scroll o qualunque altra operazione. Anche i comuni gesti di Drag&Drop beneficeranno di questa tecnologia, lasciando all’utente maggiore libertà di espressione.
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