L’Unione Europea, in una decisione formalmente approvata nei giorni scorsi, ha dato il via all’utilizzo dei servizi di terza generazione ed eventualmente di quarta generazione sulle bande GSM a 900MHz e 1,800MHz. Questa misura, sostanzialmente, aumenta la quantità di banda disponibile per l’accesso ad internet tramite cellulare negli stati europei e dovrebbe contribuire ad un sensibile abbattimento dei costi.
La riduzione di celle radio impegnate, permessa dalla possibilità di utilizzare per la connettività dati 3G anche frequenze inferiori a 2.100 MHz, permetterà inoltre di ampliare la varietà e la copertura dei servizi esistenti che sfruttano la banda larga.
In America è già accaduta una situazione simile, con il gestore AT&T che ha avuto la possibilità di utilizzare i servizi di terza generazione anche sulla banda ad 850MHz, oltre che sui 1900MHz, il che si è tradotto in un deciso aumento di banda disponibile per gli utenti che si connettevano ad internet tramite il vendutissimo iPhone e che si erano trovati spesso in situazioni di reti molto congestionate, in zone con forte concentrazione di utenti come New York e San Francisco.
Le regioni europee hanno ora a disposizione sei mesi per implementare il cambiamento. Non è attualmente noto se sarà possibile per i produttori di cellulari e modem aggiornare i propri dispositivi per funzionare in modalità 3G anche sulle nuove e più libere frequenze GSM.
Oltre a portare beneficio agli utenti finali, l’aggiornamento della direttiva GSM, secondo le valutazioni di Bruxelles, si tradurrà per le industrie in un risparmio fino a 1,6 miliardi di euro grazie alla riduzione dei costi di rete derivante dall’uso delle bande di frequenza più bassa. E’ auspicabile, ovviamente, che tale riduzione di costi si rifletta anche sulle tariffe applicate a carico dei consumatori.
In Italia la normativa è stata pubblicata nei giorni scorsi sulla Gazzetta Ufficiale.
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