Sta diventando piuttosto raro trovare un sistema portatile privo di webcam integrata, solitamente nella cornice del display, ideale per le videoconferenze o per restare sempre in contatto con amici e colleghi, anche lontani migliaia di chilometri. Ma HP ha intenzione di fare qualcosa di diverso nel corso del 2010: un salto pionieristico dal punto di vista dell’integrazione in notebook e netbook, che richiederà l’esperienza di Quanta Computer.
Secondo alcune indiscrezioni apparse in rete, sembrerebbe infatti che i piani commerciali di Hewlett Packard prevedrebbero lo sviluppo e l’introduzione nel mercato di un notebook (e probabilmente anche di un Tablet PC) dotato di proiettore integrato.
La nuova periferica, verosimilmente, dovrebbe trovare spazio in prossimità del punto in cui attualmente sono collocate le normali webcam, ma essere rivolta ovviamente verso il lato opposto, per poter proiettare le immagini preferite su pareti e altre superfici esterne. L’idea non è nuova, ma finora la sua concretizzazione era stata evitata principalmente per ipotetici problemi di riscaldamento e per questioni puramente di design.
Hewlett Packard ha affermato che l’impiego di proiettori integrati nei sistemi portatili rappresenta una evoluzione delle soluzioni tradizionali, evoluzione che permetterebbe nuove applicazioni, soprattutto in ambito professionale. Infatti, un utilizzo facilmente ipotizzabile potrebbe essere l’impiego da parte di professionisti che, allo stato attuale, devono ricorrere all’accoppiata notebook+proiettore esterno per visualizzare il proprio lavoro nel corso di presentazioni.
Ovviamente, questi ragionamenti sono soltanto speculazioni su una eventuale possibilità futura, anche se è ragionevole pensare che l’integrazione di una tecnologia già ampiamente nota e utilizzata non dovrebbe produrre rischi e problemi particolari, fatto salvo il conto sulla fattibilità economica in termini di contenimento dei costi.
I prossimi mesi saranno fondamentali per capire se il mercato convincerà il produttore, e dopo di esso molti altri, a perseguire questa strada, che potrebbe rivelarsi come la nuova tappa nella corsa all’integrazione nei device portatili, come invece un semplice esperimento privo di successo commerciale.
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