L'era della televisione 3D è ormai alle porte È ormai dagli anni ‘80 che il cinema 3D cerca di far scattare nello spettatore quella molla in grado di far recuperare pubblico e incassi alle sale. Da allora la tecnologia è cresciuta. Prima, per avere questo effetto, bisognava indossare degli occhialini dotati di una lente verde e una rossa, cosa che creava sì la tridimensionalità, ma falsava anche notevolmente i colori. Ora, si utilizzano occhiali dotati di lenti polarizzare di 90° una rispetto all’altra. L’effetto tridimensionale rimane e, nello stesso tempo, il fatto che le lenti siano neutre, permette una riproduzione fedele del colore.

Di recente, nelle sale cinematografiche è uscito il film d’animazione in 3D Monsters vs. Aliens della Dreamworks. Il pieno successo, se non addirittura la consacrazione, di questa tecnologia dovrebbe, comunque, arrivare alla fine dell’anno con l’attesissimo e costosissimo Avatar di James Cameron.

C’è però un altro versante sul quale le acque si stanno muovendo intensamente e che potrebbe divenite il prossimo Tsunami commerciale: l’Home Entertainment. Nato per contrastare lo spazio d’azione delle televisioni, sino a poco tempo fa si riteneva, infatti, che il 3D non potesse essere replicato a livello casalingo. Ora sappiamo bene che non è così. Le principali aziende del settore si sono già riunite per stabilire i parametri e gli standard della televisione 3D e le prime sperimentazioni sono ormai in essere.

In effetti, si tratta di sperimentazioni sino a un certo punto, poiché alcune sono già commercializzate. È il caso di Orange, che distribuisce, in Francia, un canale video in 3D via cavo telefonico, ovviamente fornendo ai propri clienti gli appositi occhiali polarizzati.

Anche se la televisione 3D potrebbe trovare sbocchi soprattutto nel settore del cinema d’animazione e dei videogiochi, non si deve pensare che si fermerà a essi. Qualsiasi film è potenzialmente adatto al 3D, anche se i relativi costi di ripresa e produzione potrebbero rendere la cosa complicata, soprattutto nei primi tempi.

Un’analisi di previsione, e come tale da prendere con le molle, ha ipotizzato che, tra un paio d’anni, la televisione in 3D casalinga potrebbe essere alla portata di tutti e diventare un vero e proprio standard da parte di chi distribuisce contenuti.

Una domanda che molti cominciano a porsi è se, per usufruire del 3D, servano lettori particolari, cosa che rallenterebbe molto la diffusione come dimostra anche il difficile passaggio dal DVD al Blu-ray. In effetti, il lettore da utilizzare dovrebbe essere sempre lo stesso. Ovviamente sono i dischi che devono essere masterizzati in maniera diversa e idonea.

E le cose non si fermano qui. Si parla già di televisione tridimensionale senza occhiali speciali. Schermi di questo tipo sono già stati prodotti da alcune aziende come, ad esempio, Samsung e Mitsubishi e la tecnologia in questione è molto più avanti di quanto si potrebbe pensare, sebbene una vera e propria commercializzazione non sia proprio dietro l’angolo…

In questo caso si agisce sulla velocità dei movimenti dello specchio dei singoli pixel di un televisore LCD. La rapida frequenza, con la riproduzione di fotogrammi leggermente sfalsati tra di loro, crea l’illusione della tridimensionalità.

Possiamo sicuramente affermare che non siamo ancora al ponte ologrammi dell’Enterprise di Star Trek, ma il passo per interagire quotidianamente e nella normalità delle cose, con persone e oggetti virtuali, sembra ormai compiuto. Se poi saremo noi o solo i nostri nipoti a poterne usufruire, al momento non è ancora dato saperlo!

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