Anche se le trasmissioni televisive satellitari sono ormai entrate a far parte del nostro quotidiano, sono probabilmente pochi quelli che sanno che sono attive sin dai primissimi anni ‘80. Sono cominciate con il lancio dei sistemi Astra, cui hanno poi fatto seguito i sistemi Eutelsat lanciati dall’Esa, l’Agenzia Spaziale Europea. Attualmente, la maggior parte delle trasmissioni satellitari che riceviamo nelle nostre case, fanno riferimento al satellite HotBird, conosciuto dai tecnici con il nome in codice di Eutelsat F6. Ma come si realizza una trasmissione satellitare?
I satelliti televisivi, com’è noto,percorrono un’orbita geostazionaria. Ciò non vuol dire che siano fermi, ma solo che la loro velocità orbitale è esattamente uguale a quella di rotazione della Terra, per questa ragione sono perfettamente immobili rispetto a essa a un’altezza di quasi 36.000 chilometri. Se si spostassero, la parabola che abbiamo sul tetto di casa dovrebbe seguirli di continuo nel loro spostamento!
Una stazione trasmittente invia al satellite i dati criptati; questa trasmissione è chiamata broadcast (il termine fa riferimento a qualsiasi trasmissione, non solo a quella satellitare). Il segnale broadcast è acquisito dal satellite tramite un transponder e il satellite stesso lo converte in una frequenza che le parabole sono in grado di “comprendere”. Ogni satellite ha una trentina di trasponder, ma ciò non vuol dire che possa gestire solo un numero analogo di canali (i costi per canale sarebbero astronomici!). Infatti, i segnali broadcast sono inviati con una tecnologia chiamata Multiplexing, che divide più canali in pacchetti e li invia a un solo transponder come fosse un’unica trasmissione. I segnali sono poi ricostruiti correttamente dal decoder che abbiamo nel nostro salotto. In un certo senso, è la stessa filosofia che sta dietro ai pacchetti dati che percorrono la rete Internet.
Il segnale che il satellite fa rimbalzare verso la Terra, è acquisito dal Low Noise Block (LNB) che si trova sulla parabola, ovvero quella scatoletta che possiamo vedere sul braccio esteso della parabola stessa. L’LNB ha il compito di abbassare la frequenza del segnale e, soprattutto, di ampliarne la potenza poiché, dopo 36.000 chilometri di viaggio, non è più così forte.
Possiamo continuare a fare un parallelo con Internet anche per quanto riguarda la saturazione della banda. Come appare chiaro, ogni satellite, secondo il numero di transponder di cui è dotato, ha a disposizione una ben precisa ampiezza di banda oltre la quale non può andare. Una trasmissione ad alta definizione necessita di più banda e un canale HD impegna lo stesso spazio che normalmente occupano più canali a definizione standard. Non solo. Una trasmissione con risoluzione HD-Ready (1.280×720 pixel) occupa molta meno banda di una Full HD (1.920×1.080 pixel). Ecco perché ora le trasmissioni satellitari ad alta definizione hanno risoluzione HD-Ready. La situazione, fortunatamente, è in rapida evoluzione. La tecnologia fa passi da giganti e sono stati lanciati satelliti sempre più potenti.
Presto avremo programmi Full HD satellitari. Non è più questione di SE ma di QUANDO.
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